L'UOMO RADIOATTIVO

Pubblicato il da Valentina Calabrese

PER NON DIMENTICARE IL TERREMOTO PIU POTENTE DELLA STORIA DEL GIAPPONE

Era l'11 marzo del 2011 quando al largo della costa della regione di Tōhoku, il Giappone settentrionale, viene colpito da un sisma enorme, di magnitudo 9,0, con epicentro in mare che ha causato immediatamente dopo uno tsunami di portate gigantesche e un blackout che ha messo in ginocchio i sistemi di sicurezza delle tante centrali nucleari presenti.

Non riuscendo più a contenere la temperatura di surriscaldamento e la pressione interna, nella centrale di Fukushima ci fu l'esplosione di un reattore. Per evitare nuove esplosioni e ulteriori danni furono aperte valvole di sfogo in atmosfera. Per aumentare il raffreddamento si decise di usare l'acqua dell'oceano. Dopo questa decisione fu inevitabile il disastro naturale per tutta la zona. Nel raggio di 30 km furono sgomberate più di 110.000 persone, di cui, ancora oggi, più 21mila vivono fuori dalle loro abitazioni.

Non tutti però se ne sono andati: Naoto Matsumura, 53 anni, coltivatore di riso da cinque generazioni, vive ancora a Tomioka, città della prefettura di Fukushima.

"Sono nato e cresciuto qui. Quando morirò, morirò a Tomioka."

Visto che è stato bombardato con una quantità di radiazioni 17 volte superiore alla norma, e siccome si è nutrito per diverso tempo di carne, vegetali e pesci a loro volta contaminati, alcuni ricercatori della Japan Aerospace Exploration Agency hanno voluto sottoporlo a qualche test, scoprendo che Naoto è l'uomo con il livello di radiazioni piùù elevato del Giappone. Probabilmente si ammalerà, ma i ricercatori assicurano, non prima di 30 o 40 anni. "Quasi sicuramente per allora sarò già morto, quindi non potrebbe importarmene di meno".

Vice Giappone, il famoso magazine Nordamericano, diffuso in tutto il mondo lo ha intervistato e ha scoperto che Naoto Matsumura non ha intenzione di andarsene perché solo lui può prendersi cura degli animali rimasti.

Dopo l'evacuazione, il 12 maggio 2011, infatti, le autorità avevano deciso che, vista l'impossibilità di accudire gli allevamenti in una zona abbandonata, non c'era altra opzione se non quella di praticare l'eutanasia sul bestiame rimasto.

Naoto però non ci sta: "Se fossero state uccise per la carne non mi sarebbe importato. È il ciclo della vita. Ma perché limitarsi a macellarle e seppellirle? Animali e umani sono la stessa cosa. Mi chiedo se ucciderebbero così indiscriminatamente anche gli esseri umani... secondo me sarebbe meglio stare ad aspettare e osservare, perché potrebbero emergere dei dati interessanti da comparare a quelli degli esseri umani. Se gli animali sopravvivono, vuol dire che magari non c'è nulla di cui preoccuparsi. Ma se gli animali cominciano a partorire cuccioli deformi, allora sì che c'è da impazzire. Se dovesse succedere, non dovrebbe essere permesso a nessuno di tornare qui".

Guardate il video e comprenderete da soli la forza di un uomo sensibile e consapevole delle sue scelte.

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