Festival Internazionale del Film di Roma: “Border” di Alessio Cremonini (Fuori Concorso)

Pubblicato il da Valentina Calabrese

In anteprima mondiale al Festival di Toronto e oggi presentato al Festival Internazionale del film di Roma, Border di Alessio Cremonini è un piccolo ma grande film totalmente diverso da quelli solitamente diretti e prodotti in Italia. La stessa storia produttiva si può definire estranea al nostro cinema: un giovane produttore italiano Francesco Melzi d’Eril, dopo aver conosciuto le intenzioni del regista esordiente Cremonini, non ha esitato, buttandosi a capofitto in questo progetto, coinvolgendo un gruppo di eterogenei associati,Ilaria Bernardini, Victoria Cabello e Leopoldo Zambeletti, i quali hanno offerto le proprie risorse a favore del film.

Ottime le intenzioni, ma ottimo anche il risultato. Border nonostante sia una piccola produzione riesce ad arrivare laddove altri film, ben più grandi, non arrivano.

La storia s’ispira alla realtà; due sorelle, Aya e Fatima sono costrette a lasciare la loro città, Baniyas, perchè il marito di Fatima ha deciso di abbandonare l’esercito e di unirsi all’Esercito Siriano Libero. Le due donne ora devono dunque lasciare la loro abitazione e spingersi oltre il confine, in Turchia, per non rischiare l’arresto. Un uomo è pagato per accompagnarle, ma il tragitto non è privo di ostacoli. Uno dei più grandi è portato dal nuovo compagno di viaggio, Bilal, un giovane dal passato misterioso. Nel corso del viaggio, tutto sarà messo in discussione, cammineranno attraverso la guerra per raggiungere la pace e i vari confini, della religione, della vita e della libertà saranno oltrepassati.

Bravo il regista, e brava la co-sceneggiatrice, la giornalista Susan Dabbousper aver raccontato questa storia, e averlo fatto con sobrietà e rispetto. Perfetti poi gli attori, Wasim Abo Azan, Sara El Debuch e Dana Keilani, nonostante siano non professionisti. Hanno, infatti, loro stessi in prima persona vissuto – e stanno vivendo – quelle emozioni. La guerra appartiene al loro Paese, a quello in cui sono nati, e ne sono consapevoli tanto da diventare la voce dei loro fratelli in Siria. Grazie a loro parlano i rifugiati, i disertori, le donne e i bambini e sempre grazie alla loro purezza; Border è di fatto una testimonianza solida e apolitica di un conflitto ancora oggi inconcluso.

Festival Internazionale del Film di Roma: “Border” di Alessio Cremonini (Fuori Concorso)
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