Dallas Buyers Club: Recensione film

Pubblicato il da Valentina Calabrese

Era atteso e forse da molti il più atteso, il nuovo film di Jean-Marc Vallée,Dallas Buyers Club, in anteprima e in concorso al Festival Internazionale del Film di Roma.

Un film, ispirato a una storia vera degli anni ‘80, la cui sceneggiatura ha girato per i corridoi delle produzioni hollywoodiane per quindici anni anni prima di finire nelle mani di Vallée.

Da qualche tempo, poi, il web aveva anticipato delle foto sconvolgenti dei protagonisti Matthew McConaughey e Jared Leto, trasformati fisicamente per questo ruolo, scheletrici e praticamente irriconoscibili. In prima linea c’è McConaughey nei panni di Ron Woodroof, il creatore del Dallas Buyers Club. Chi e Ron? Un figlio del Texas, campione del rodeo, un elettricista che conduce una vita fatta di vizi estremi, senza rincorrere alcun obiettivo. E’ proprio questa sua esistenza dissoluta a portarlo a contrarre il peggiore dei virus esistenti, considerato in quegli anni una malattia senza cura.

Dopo un primo rifiuto della verità, Ron farà i conti con le prime difficoltà, innanzitutto la discriminazione. Già perchè in quegli anni, l’aids era per tutti la malattia degli omosessuali e in Texas, da sempre paese non particolarmente avanzato per la questione dei diritti, l’omofobia era (e probabilmente è ancora) predominante. Ron viene subito allontanato dagli amici restando solo a fronteggiare una malattia che pian piano lo corrode dentro, soprattutto considerando che, lo stesso ospedale, dopo la diagnosi, depone le armi, lasciandolo andare morente.

Ron però non e un uomo qualunque, si informa sul virus, e scopre varie cure non ancora approvate che potrebbero, anche se non curarlo, permettergli una sopravvivenza maggiore dei 30 giorni indicati dai medici. Parte così alla volta del Messico dove sa di trovare un dottore che può aiutarlo. Il dottore in questione è stato radiato dall’ordine perchè non ha voluto piegarsi ad un brutto gioco, quello delle industrie farmaceutiche che corrompono la commissione della FDA americana (Food and Drug Administration) per far approvare solo ciò che conviene per una questione puramente economica.

Questo sistema non può andare avanti e Ron, spinto da una irrefrenabile voglia di vivere, da tossicomane si trasforma in paladino dei diritti dei malati di AIDS, fondando un club a Dallas che permetterà a chi soffre di continuare a vivere, nel miglior modo possibile. Accanto a lui due grandi personaggi, il trans Rayon (Jared Leto), un uomo sensibile e generoso che aiuterà Ron a comprendere l’omosessualità e a non averne paura e la dottoressa Eve (Jennifer Gardner), una donna intelligente e coraggiosa che sarà di grande supporto per Ron.

I 30 giorni, diagnosticati, diventano anni e Ron, pur non riuscendo a sovvertire il malato sistema sanitario americano, ha la straordinaria occasione di sensibilizzare coloro che incontra aiutandoli a sopravvivere.

Dallas Buyers Club, proprio come il suo personaggio cerca di fare, diventa dunque un’occasione unica e sensazionale per ricordare una verità, quella dell’omofobia e delle società farmaceutiche, ancora oggi dominanti, discriminanti negli Stati Uniti e nel resto del mondo. Da vedere per tre motivi: la tematica, la regia e la straordinaria interpretazione dei protagonisti.

Dallas Buyers Club: Recensione film

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